I Comuni interessati da questo percorso sono Calosso, Canelli, Cassinasco, Castiglione Tinella, Loazzolo, Moasca, San Marzano Oliveto e Santo Stefano Belbo. Due di essi fanno parte anche del percorso "Langa Astigiana", in quanto sui versante sud sono omogenei con le altre località dell'area montana, mentre sul versante nord presentano una forte omogeneità con la dominante viticoltura della valle Belbo.
I principali punti di accesso sono attraverso Canelli, centro maggiore della Valle Belbo, cui si accede ad ovest da Alba e a est da Alessandria e Nizza Monferrato; da nord l'accesso sulla statale Asti-Canelli, su un dosso mediano tra Calosso e Moasca.
Le terre sono chiamate d'oro perchè arricchite dai grappoli dello splendido Moscato d'Asti, simbolo autentico di questo percorso: la strada in cresta di collina che da Canelli, passando per Sant'Antonio e Ceirole, va verso Calosso straordinariamente panoramica e presenta le migliori vigne di questo vitigno. A Loazzolo il Moscato viene raccolto in vendemmia tardiva e diventa un vino raro e prezioso, Loazzolo doc. Le altre denominazioni del territorio sono Moscato d'Asti docg e Asti docg. Importante anche la raccolta del tartufo bianco.
Quasi tutti i Comuni sono dotati di un castello storico e di borgate antiche. Nella frazione Caffi di Cassinasco, esiste un antico santuario dedicato alla Madonna degli alpini.
Quattro le enoteche pubbliche: quella di Canelli, di dimensione regionale e denominata "di Canelli e dell'Astesana", quella comunale di Calosso, "Crota d' Calos", quella di Castiglione Tinella, dedicata al Moscato e infine, la più recente, nata a Moasca e denominata "Nerodistelle". Ricca e qualificata la ristorazione, in crescita la ricettività.
A Cassinasco è in allestimento un museo dedicato alla nocciola e al torrone nocciolato, tradizione locale; è aperto in Canelli il museo delle Cantine Contratto.
La manifestazione più importante è la rievocazione storica dell'Assedio di Canelli (terzo week-end di giugno).